lunedì 9 marzo 2009

Kirikù. Una marea nera :-)


Nome Progetto: Oratorio Kirikù
Partner Locale: Irmas de Jesus Bom Pastor
Responsabile Locale: Suor Elisa Nalin
Località: Pemba (quartiere Alto Gingone)
Beneficiari: c.a. 400 bambini/ragazzi compresi tra i 6 e i 12 anni (nella foto una minima parte)
Attività Supportate: Dopo scuola, gioco e, con benficio d'inventario, istruzione
Soci Coinvolti: (attendo una conferma)
Inizio Collaborazione: 2007

Parlare di questo progetto non serve.

Servirebbe ascoltare. Se passate nel pomeriggio sulla strada che porta all'aeroporto non potete non sentirli. 400 bambini che giocano non hanno nulla di umano.
Sono una marea nera che si sposta da una parte all'altra del grande spiazzo di terra battuta.
Pallone. Metti un pallone per terra e zak, una trentina li hai sistemati (non state proprio a guardar tutto, la formazione è più elastica da quelle parti)
Poi un'evoluzione di palla avvelenata, giocata prevalentemente dalle ragazze. C'è chi impara a cucire, c'è chi canta, sempre accompagnato dall'onnipresente tamburo e c'è chi ripassa un po' di grammatica.
In genere tutti urlano.
E a volte è proprio bello immergersi tra loro. Alberico, uno dei nostri, il più giovane, ci sguazza. Marco scatta foto e con lui Vico.
Ora, Vico è stato oggetto di una scena struggente.
Vico con la macchina fotografica ci sa fare. Ci sa fare sul serio. Ed è facile vederlo con un aria trasognata svicolare in mezzo alla gente ed imprimere tutto con le sue macchine.
Molte foto che vedete qua vengono da lui.
Bene, detto questo, un pomeriggio ha scattato foto a tutti i bimbi mentre giocavano, correvano o cantavano. Si mescola con loro e il contrasto tra un uomo bianco, molto bianco, quasi etereo, vestito solitamente di bianco e quei bambini nero pece sembrerebbe enorme. E invece lui si mescola e non lo vedi più, senti solo il click della macchina.
Ha scattato tutto il pomeriggio. Alla sera, prima dell'uscita, a tutti i bambini viene dato un panino con marmellata o crema di latte e un succo.
Non è molto ma è molto più di quello che li aspetta a casa, per chi la casa ce l'ha.
Una delle cose pù struggenti è vedere le bambine che avvolgono il panino nel loro pareo per portarlo a casa dalla famiglia.
Il pane della vita in questo caso è letterale.
Bene, alla sera tutti i bambini hanno ricevuto il loro panino. A noi ovviamente niente pane, è per i bimbi. Vico in mezzo al piazzale e un bambino, cinque, forse meno, forse più, gli va incontro, divide il panino e glielo offre.
Noi gelati, Vico occhi umidi.
Io quando ci penso ho i brividi. Immagino lui.

Nessun commento:

Posta un commento