mercoledì 4 febbraio 2009

Mal d'Africa 2


Se lo riesci a spiegare, non è Jazz.

Paola Lombardini dice che è difficile spiegare il Mal d'Africa.
Ha ragione.
Penso che la difficoltà nel definirlo risieda nella sua leggerezza.

Calvino scriveva che la leggerezza non va confusa con la superficialità. Qui la leggerezza non va confusa con la delicatezza. Il mal d'Africa è violento nel manifestarsi, come quella terra.
Solo che è indefinito, non ha una forma precisa, un sintomo specifico. Varia continuamente mantenendo costante un leggero malessere. E' molto jazz.

A me incomincia a presentarsi un mese circa dopo il rientro. Il primo mese sei entusiasta e, diciamocelo, le comodità ti conquistano. Poi però inizia questa strana sensazione.
Ogni volta che ti giri vedi un muro. C'è sempre una siepe che il guardo esclude.
E allora inizia il languore, leggero e profondo.
La luce non va bene, l'aria non va bene il cielo non va bene. Non vanno male, solo non vanno bene.

Adesso sono quasi le tre di notte, l'insonnia è un male di famiglia. Per passare il tempo leggo, scrivo e ascolto musica.
In particolare c'era una vecchissima canzone di De André "le nuvole barocche". Mi ha spinto a scrivere questo post. Cosa c'entri una canzone di un ligure, scritta da un altro ligure (è una delle poche non scritte da Faber) con il mal d'Africa è tutto da capire.

Forse il mal d'Africa è proprio questo. Quando trovi l'Africa anche dove non c'è. E' una questione, come dire, di... Amore?

2 commenti:

  1. profumi che invadono l'aria..colori che entrano nei tuoi occhi e li colorano..sguardi che paiono leggerti dentro e che ti porti nel cuore ovunque tu sia.. senso della vita anche nella violenza e tragicità del manifestarsi..e sentirsi parte di un tutto...E'anche questo?

    RispondiElimina
  2. Il jazz ha tante sfumature :-)

    Sì, è anche questo

    RispondiElimina